Tamponi e sierologia COVID19 per riammissione al lavoro (e non solo)

Leggo su organi di informazione locali e tam tam vari (facebook e wattsapp) che per rientrare al lavoro i lavoratori che si sono assentati per sintomatologia sospetta per Covid19 “dovranno passare per forza dal tampone nasofaringeo. E a richiederlo all’Ats dovrà essere il medico di base” (https://www.ecodibergamo.it/stories/bergamo-citta/al-lavoro-dopo-il-covidecco-cosa-si-deve-fare_1351241_11/).

Allo stato attuale – 25 aprile 2020, – questa informazione NON è completa! Coloro che, assenti per sintomatologia sospetta per Covid19, devono rientrare al lavoro dopo aver eseguito un tampone (su richiesta del sottoscritto) sono solo coloro che appartengono alle 3 tipologie di attività elencate negli allegati 1,2 e 3 del DPCM del 10 aprile 2020, così come integrati dall’Ordinanza di Regione Lombardia n. 528 del 11/4/2020:

1. Commercio al dettaglio

2. Servizi per la persona

3. Attività consentite, previa comunicazione al prefetto, in quanto produttrici di prodotti necessari ad attività essenziali

Per chi non rientra in queste categorie, trascorso il periodo di quarantena fiduciaria è consentita la riammissione al lavoro SENZA esecuzione del tampone. La situazione è in continua evoluzione: può essere che fra qualche giorno abbia ragione l’articolista de L’Eco di Bergamo, ma oggi come oggi … … . Mi spiace che circolino notizie incomplete soprattutto perchè generano confusione. Allego tabella inviata da ATS sul comportamento che il Medico di Assistenza Primaria (cioè il sottoscritto) deve tenere nel considerare i diversi casi.

Se siete lavoratori a casa in malattia, verificate in quale situazione siete. Se avete dei dubbi contattatemi telefonicamente.